“Dopo averti guarito mille volte”, Alda Merini

La disciplina del canto

A volte si cambia in ansia
e se tu non dicessi ogni momento:
«Io sto morendo»,
certo non andrei in confusione.
Sai benissimo che per una perla
si perde molto tempo in acqua,
sai benissimo che per te
sono disposta a pagare,
per rompere quel silenzio informe
che ti sta diffamando.
Chi ti ha messo la pietra nel focolare,
chi ti ha pregato di non amarmi più,
ma soprattutto, chi ti ha tradito?
Diceva un tale:
«Anche io piango
perché faccio miracoli
e non ho ancora una croce».
E anche adesso, Titano,
mi meraviglio assai
che dopo averti guarito mille volte
ti trovo ascritto all’albo dei folli,
come una mela marcia.

 

(Alda Merini,  dalla silloge “Titano amori intorno“, ed. “La vita felice“, 1993, pg. 36;

collana Labirinti – Collezione di poesia,

www.lavitafelice.it  )

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Abita-re, di Maria Pia Dell’Omo

Non farmi tua casa.                                                                                                                       Erodi le fondamenta e dammi terra nuova
e cieli e spazi incommensurabili.
Dimmi “la mia casa sei tu senza radici”

(Maria Pia Dell’Omo)

Micropoesia pubblicata su : http://spillwords.com/abita-re/

 

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Disegno di Chiara Bautista.

Per approfondire:

http://www.rosminipadova.it/i-misteriosi-disegni-di-chiara-bautista/

https://www.facebook.com/chiarabautistaartwork/

Riparare chi ami

Le persone a volte si rompono. Spesso senza averne colpa. Si guasta qualcosa e i danni diventano sempre più visibili col passare del tempo, gli errori si ripetono e moltiplicano, di volta in volta più evidenti.
Non puoi riparare una persona, ma puoi passarle cacciavite e martello quando decide di farlo da sé.

(Manhattan Tango – Alessandro Ronca)

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Alessandro Ronca è musicista, autore e compositore .

Manhattan Tango (ed. Youcantprint) è il suo romanzo d’esordio.

Juan Vicente Piqueras: due liriche

Manzana de mar

Io sarei il maschio e tu la femmina
vestita di tormenta.
Dormiresti
nella culla del mare più impensato,
diadema d’altra luce sui capelli,
nelle mani remote
la sabbia fuggitiva
di noi due, desertici e felici.

E vivremmo lontano, dimentichi
del tempo, dell’ora, in cui fummo schiavi
della nostra paura, di questo assurdo
mondo, sicario assoldato dalla morte.

L’isola è in noi
ad aspettare
che la rabbia maturi e ci rapisca.

Io sarei il maschio e tu la femmina.

E la mela sarebbe la memoria.

(Traduzione: Martha L. Canfield)
(anche se io avrei tradotto l’ultimo verso con:
“La memoria sarebbe una mela”)
 Testo Originale
Yo sería un varon e tú una hembra
vestida de tormenta.
Dormirías
en la palma del mar menos pensado,
diadema de otra luz en tus cabellos,
y en las manos remotas
la arena fugitiva
de nosotros, desiertos y felices.

Viviríamos lejos, olvidados
Del tempo, ahora, en que éramos esclavos,
de nuestro proprio miedo y de este absurdo
mundo, sicario a sueldo de la muerte.

La isla está en nosotros
Guardando
Que la rabia madure y se nos lleve.

Yo sería el varón y tú la hembra.

La memoria sería una manzana.

Vigilia di restare

Tutto è pronto: la valigia,
le camicie, le mappe, la fatua speranza.

Mi spolvero le palpebre.
Ho messo all’occhiello
la rosa dei venti.

Tutto è pronto: il mare, l’atlante, l’aria.

Mi manca solo il quando, il dove,
un diario di bordo, le carte
di navigazione, venti a favore,
il coraggio e qualcuno che mi ami
come non so amarmi io.

La nave che non c’è, le mani attonite,
lo sguardo intento, le imboscate,
il filo ombelicale dell’orizzonte
che sottolinea questi versi sospesi…

Tutto è pronto. Sul serio. Invano.

(foto di Robert Doisneu)
Testo Originale: Vìspera de quidarse
Todo está preparado: la maleta,
las camisas, los mapas, la fatua esperanza.

Me estoy quitando el polvo de los párpados.
Me he puesto en la solapa
la rosa de los vientos.

Todo está a punto: el mar, el aire, el atlas.

Sólo me falta el cuándo,
el adónde, un cuaderno de bitácora,
cartas de marear, vientos propicios,
valor y alguien que sepa
quererme como no me quiero yo.

El barco que no existe, la mirada,
los peligros, las manos del asombro,
el hilo umbilical del horizonte
que subraya estos versos suspensivos…

Todo está preparado: en serio, en vano.

Juan Vicente Piqueras
Juan Vicente Piqueras è un affascinante contemporaneo, che merita la dovuta attenzione.
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