Barbara Pinchi: Poetryon – il Ricamo delle Parole

i cannibali della parola

23899412_133285577382776_212769018_n

Barbara Pinchi è una poetessa e performer che ha da sempre avuto la necessità di portare la poesia fuori dal foglio attraverso i linguaggi della performance, della fotografia, della videopoesia, della poesia performativa e del poetry slam. Poetryon – il Ricamo delle Parole  è il suo nuovo progetto che esordisce con Il FazzoLètto, un prodotto artistico (rigorosamente made with poetry in Italy). L’idea sviluppata consiste in un packaging (cartoncino riciclato al 100%) che ha la forma di un libro  nel cui interno c’è una pagina speciale costituita da un fazzoletto dove sono stati ricamati i suoi versi. Come suggerisce lo stesso brand “Poetryon”, con il gioco di parole poe-try-on (poesia addosso), il prodotto è un invito a indossare e toccare con mano la stessa poesia; infatti i versi poetici  attraverso l’attivazione dei sensi tattilo-visivi entrano in un intimo contatto quotidiano e ci contagiano con i temi…

View original post 882 altre parole

Annunci

La poesia di Herberto Helder (23/11/1930-23/03/2015) nel ricordo e nelle traduzioni di Domenico Arturo Ingenito

CRITICA IMPURA

Herberto Helder Herberto Helder

Di DOMENICO ARTURO INGENITO

Herberto Helder è morto. Quello che per me era il più grande poeta vivente (quasi sconosciuto e tradotto pochissimo e male in Italia). Un pezzo di lingua portoghese, un suo atrio, una curva dell’aorta, muore oggi nel mio cuore. Lo traducevo ossessivamente a ventun’anni in un freddo salone della campagna portoghese, e poi nella sala enorme e vuota di una casa napoletana dal soffitto elevato e dalle piastrelle di nobiltà decaduta. La lingua che parlo, il mio transitare per immagini e l’articolazione della mia voce sono inseparabili dalla sua poesia. Dal passaggio della sua voce nei fiumi che da più di dieci anni la sua poesia ha aperto in me. E’ morto un maestro. Dedico in suo memoria tre sue poesie da me tradotte. Quando la lingua mia era incerta e sgraziata riusciva a seguire le pulsazioni del cuore:

I

No sorriso louco das…

View original post 1.406 altre parole

Per Alejandra Pizarnik

Una delle mie poetesse preferite… due bei tributi…

La dimora del tempo sospeso

Alejandra Pizarnik
Lucetta Frisa
Marco Ercolani

“vierte esfinge
tu llanto en mi delirio
crece con flores en mi espera
porque la salvación celebra
el manar de la nada

vierte esfinge
la paz de tus cabellos de piedra
en mi sangre rabiosa”

View original post 1.046 altre parole

Leopardi – Mark Strand

viomarelli

luna

View original post 251 altre parole

Conversazione da solo – Corrado Costa

viomarelli

costa

ci sono delle cose che sono

View original post 48 altre parole

Poesia per New York – Giulia Niccolai

viomarelli

(“Tutto ciò che allora sembrava eterno
non è durato più di trent’anni”)

GIN – ginepro (a Joan Steen Wilentz)
GIN – ginepro (Juniperus communis)
GIN – Gordon (alcool aromatizzato con bacche di ginepro)
GIN – Giulia Niccolai
tre parti di Gin e una di Vermouth per il Dry Martini classico:
gemma liquida trasparente incolore
che vortica tra cubetti
( “… sì, sì, proprio con il brio di un ruscelletto
o dei sonagli di una slitta in corsa sulla neve…”)
per venire poi adagiata
silenziosa ghiacciata
(la bella addormentata)
in piccoli preziosi bicchieri a stelo
che anche nella forma ricordano il diamante.
(Ve l’ho fatta venire la voglia di un Dry Martini?) 

View original post 266 altre parole

Sylvia Plath e il “doppio”

 

“Due Sorelle di Persefone” è una sconcertante, cupa e intensa poesia della scrittrice statunitense. Ho cercato di darle una sfumatura “creepy”, di stasi, di tempo immobile nella devastante certezza di essere lacerata in due Sylvia – due gemelle cattive/buone, che non sanno essere amiche.

Two sisters of Persephone

Due fanciulle: in casa
l’una siede, l’altra fuori.
Per tutto il giorno tra loro
un duetto d’ombra e luce.

Nella sua buia stanza rivestita di legno
la prima elabora problemi
su una macchina matematica.
Aridi ticchettii battono il tempo

mentre calcola ogni somma.
In questa sterile impresa
il suo sguardo sbieco assume furbizia di topo,
la sua magra figura un pallore di radice.

Bronzea come la terra l’altra, distesa,
ascolta i ticchettii gonfiarsi d’oro
come polline nell’aria luminosa. Cullata
accanto a un letto di papaveri,

vede il rosso ventaglio di seta
dei loro petali di sangue
ardere e aprirsi alla lama del sole.
Su quel verde altare

liberamente diventa sposa del sole,
s’ingravida di seme.
Accosciata sull’erba, nell’orgoglio del travaglio,
partorisce un re. Inacidita

e gialla come un limone
l’altra, vergine agra fino allo stremo,
va verso la tomba con la carne devastata,
posseduta dai vermi, ma non donna.

– 1956 –
Per ascoltare la poesia, cliccare sul link a inizio articolo oppure qui 

sylvia-plath-9442550-1-402 (In foto, Sylvia da adolescente)

Sulla pagina Facebook dedicata a RadioSonetto sto cercando di fare degli approfondimenti biografici sugli autori.
Se ne avete il piacere…

UNA COME LEI – incontri e pratiche di poesia a Bologna (gennaio-giugno 2018)

Una rassegna interessante…

Poetarum Silva

UNA COME LEI
incontri e pratiche di poesia
Biblioteca Italiana delle Donne
Da gennaio a giugno 2018 per 6 martedì

Una come lei è il titolo di una poesia di Anne Sexton.
La poeta unì l’urgenza di comunicare all’esigenza di nominare un problema taciuto: la condizione naturale e innaturale di una soggettività femminile che cercava spazio e parola all’interno della società, in cui pubblico e privato erano inconciliabili, e si era quello che si sarebbe dovute essere.
L’idea di Anna Franceschini e Roberta Sireno, curatrici della rassegna assieme alla Biblioteca Italiana delle Donne è quella di creare questo spazio da costruire nel tempo: un luogo raccolto, esclusivo ed inclusivo, che contenga riflessioni nate da incontri e avvicinamenti sulla poesia e sul fare poesia. Si tratta di un percorso che avrà inizio il 23 gennaio 2018 e terminerà il 19 giugno: un arco di sei mesi con appuntamenti a cadenza…

View original post 1.730 altre parole

Professione: Editor

Una mia intervista sul mestiere dell’Editor.

Il Capestro

Ho iniziato a collaborare con “La strada per Babilonia“, casa editrice freepress, nel 2016. Questa, un’intervista sul delicato mestiere dell’editor.
Ho il privilegio di lavorare sulla materia calda, viva di un autore, di accompagnarlo nel suo processo di scrittura, di validare i suoi punti di forza e di allenare tramite esperienze ed esercizi non convenzionali i suoi punti deboli, affinché possa conoscersi e riconoscersi nella sua scrittura e – soprattutto – essere indipendente da me.

Sito ufficiale: http://www.babiloniaedizioni.com/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/babilonia.edizioni/ 

Canale Vimeo: http://www.babiloniaedizioni.com/video

mail me @

mariapiadellomo@gmail.com

View original post

“Car-Melos”, di Enzo Moscato

Car – Melos

Sfòrbicia, Carmelo,
giacigli sorvolati da comete,
sfòrbicia, bestemmia –
i Turchi sono stesi faccia a terra
dinanzi all’Assunzione.
Astori e falchi, chiama,
con le grida rese lame dalla pioggia,
àstori e falchi, mostri,
d’acque-mostri,
dall’incisa, arida vetta di montagne,
grembo-Venus.
Guardali, accècali,
graffiata di lentischio la tua voce,
levitante, senza ali,
e, attorno alle fabbriche promiscue, mille api –
Vai e vieni dal miele, dal vino,
vai e vieni da malarie, dalle febbri,
sincroni salti dai mari, dai Due,
da morfina e da assenzio, dighe:
il piccolo, mai nato, ingoia il suo prepuzio di poeta,
lo stronzico suo melos da destino:
è un sàndalo, ecco,
il sàndalo ferito dal suo suono,
lungo acciottolati
la phonè:
tiènila, allora, con dito morticino, pressato sulla gola,
tiènila, tiènila –
e frena le passioni, emorragie,
cresce su ognuna l’ireos, l’accento sbagliato, scazonte,
di cui non mi vergogno.
Tagliala nel mezzo, a colpi di scure, tagliala, accoppala,
doppiata e ribattuta da scorpionici ruscelli,
limo verde, da balbuzie, dis-lessia,
organi ed umori, incidi, lacerti, ammonticchia, trippe,
al teatro inverosimile dell’essere,
schiodala dal silenzio, e, al silenzio, riappiccicala, dopo,
ospitala tutta in te, tutta in te, per una notte,
crocifiggila, stuprala, bellissimo cadavere:
offendi –
Non una siepe, nessuna,
dividerà il suo lamento, con la vicina, da egoista, non una,
intanto che va il rettile e sordissimo rumore del misfatto,
il mutacico, indicibile ante-fatto.

(Enzo Moscato, Napoli, 4 dicembre 2002)

 

Fonte: archivi Università degli Studi di Salerno, a cura di Isabella Selmin

 www.teatro.unisa.it/archivio/autori/moscato/testi/moscato_testi

moscato“Gran parte di quello che scrivo è defluito nel mio teatro, nei racconti, nei saggi, ma c’è anche una scrittura che rimane in me, che conservo come forma amuletica della mia esistenza […] lavoro per crescere, per conoscermi, per riuscire a comprendere come sistemare passato e presente, e magari anche il mio futuro […] Ho sessantasette anni e penso di possedere un miscuglio di verità e di finzione. Immaginaria realtà, insomma. Il teatro mi porta ad essere concretamente visibile, tangibile dalla gente, ma la fantasia porta lontano, l’immaginazione è incatturabile”

(da un’intervista per La Repubblica di Napoli – Enzo Moscato, filosofia e teatro )

 

Da Teatro.it : 

Enzo Moscato, il poeta della scena italiana

Compagnia teatrale Enzo Moscato (Facebook):

https://www.facebook.com/CompagniaTeatraleEnzoMoscato/

Anne SEXTON tradotta da Rosaria LO RUSSO

La dimora del tempo sospeso

witkin
(Joel Peter Witkin, Las meninas, 1987)

Traduzioni da Anne Sexton

Da Poesie d’amore, Firenze, Le Lettere, 1996

SONG FOR A RED NIGHTGOWN

No. Not really red,
but the color of a rose when it bleeds.
It’s a lost flamingo,
called somewhere Schiaparelli Pink
but not meaning pink, but blood and
those candy store cinnamon hearts. 

View original post 3.090 altre parole

Memento vivere (edizioni del Foglio Clandestino, 2016) Taccuino poetico-fotografico di Donatella D’Angelo, in collaborazione con Josè Lasheras

Nuove Finzioni

memento2

16       

 se fossi Dio

custode della memoria

navigherei la piega del labbro

per un sorriso

 

da qui

tutto rallenta

memento1

47 

non è ancora tempo di fiori

né di variazioni rapide

 osservo l’ascesa delle acque

 difficile distinguere

il mondo dal suo sangue

se con l’inverno si aprono squarci

e visioni di altri mari

memento3

54

 se tu sapessi

da dove viene questo grano

la fatica della semina

e del raccolto

 

se tu sapessi

capire la direzione del vento

tra le spighe

 

se tu sapessi tutte le risposte

dove vanno le anatre d’inverno

coglieresti il sale dal mare

con la punta delle dita

*

_frontcover_memento-vivere

Memento Vivere, taccuino poetico-fotografico di Donatello D’Angelo con 12 fotografie della serie Los Respiros Del Alma in collaborazione con Josè Lasheras (edizioni del Foglio Clandestino 2016).

Con note di lettura di Luigi Cannillo e Lorenzo Gattoni. Nota critica di Giovanna…

View original post 140 altre parole