La lunga notte della poesia

Inverso - Giornale di poesia

Una veglia. Chiunque si occupi di poesia, in Italia, ha vissuto ieri la propria notte più lunga: Gabriele Galloni è morto. Qualcuno ha scritto che la poesia ha perso parte del proprio futuro. È vero, indubbiamente. È il tempo del dolore, questo – ma è anche il tempo di far circolare, nelle nostre voci, le parole di Gabriele.

Non vogliamo, con il nostro articolo, appropriarci di questo dolore. Siamo vicini, più che mai, alla famiglia e agli amici di Gabriele che in ogni momento potranno chiederci di cancellare o correggere le brevi note che abbiamo appuntato. Ne avevamo stima, tanto da affidargli la direzione del nostro progetto ma, soprattutto, gli volevamo un grande, ostinato bene.

Viva Galloni – ciao, Gabriele.

*

I ragazzi alla spiaggia di Focene
insieme incontro all’onda sonnolenta
che ritornando bagna loro il fianco
adolescente. È questa vita, lenta,

la sua illusione qui della durata
eterna. Quando…

View original post 195 altre parole

Scarica qui fiabe per bambini

Il Capestro

In questi giorni di “clausura”, ci sono tante storie con cui intrattenersi.

Ho pensato di regalare letture di fiabe per bambini (e adulti!), dati i tempi difficili. Per me le fiabe trovano la loro forza negli archetipi che rappresentano e nel loro essere “libretti di istruzione per la vita”. In più, sono ottime per trascorrere del tempo uniti, come i vecchi tempi.

Di seguito lascio gli indirizzi di Fiabando – letture di fiabe ad alta voce, podcast scaricabile gratuitamente disponibile su Spotify e Spreaker.

Su Spreaker (tracce audio scaricabili gratis)

Su Spotify

Per chi invece preferisse i video, Fiabando gode inoltre della collaborazione di Rubrics e Alterum, che ne diffondono le dirette Facebook:

FB Rubrics: www.facebook.com/rubrics.it

FB Alterum:www.facebook.com/AssociazioneAlterum/

FB Maria Pia Dell’Omo (album di raccolta dirette+podcast):

 https://www.facebook.com/mariapia.dellomo/media_set?set=a.10221571993553159&type=3

View original post

OTTO POESIE di Marianne Moore (1887-1972) presentazione di Alfonso Berardinelli Traduzione di Lina Angioletti e Gilberto Forti

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

Marianne Moore Undated photograph of (left to right) unknown man, Monroe Wheeler, Ann Laughlin, Gertrude Vanderbilt Whitney, Marianne Moore, and James Laughlin at Shea Marianne Moore Undated photograph of (left to right) unknown man, Monroe Wheeler, Ann Laughlin, Gertrude Vanderbilt Whitney, Marianne Moore, and James Laughlin at Shea

(da “Panorama”, 23 giugno 1991)
Marianne Moore
Che cosa sono gli anni

Che cos’è la nostra innocenza,
che cosa la nostra colpa? Tutti
sono nudi, nessuno è salvo. E donde
viene il coraggio: la domanda senza risposta,
l’intrepido dubbio, –
che chiama senza voce, ascolta senza udire –
che nell’avversità, perfino nella morte,
ad altri dà coraggio
e nella sua sconfitta sprona

l’anima a farsi forte? Vede
profondo ed è contento chi
accede alla mortalità
e nella sua prigionia ti leva
sopra se stesso, come
fa il mare dentro una voragine,
che combatte per essere libero
e benché respinto
trova nella sua resa
la sua sopravvivenza.

Così colui che sente fortemente
si comporta. L’uccello stesso,
che è cresciuto cantando, tempra
la sua forma e la innalza…

View original post 1.892 altre parole

Maria Pia Dell’Omo – Inediti da “Corpo di dolore”

Ringrazio “Inverso” per la selezione

Inverso - Giornale di poesia

il mio braccio psichedelico è stato a Woodstock

però senti dalla mia mano che non sente
la mia pelle calda – che non sento – sul tuo viso
tu mi sorridi
ed è come se mi avessi appena accarezzato il cuore
– che sento battere all’impazzata

con questa mano, che mi dà tanto dolore,
riesco a regalare ancora cose belle.

questo voglio sentire
che non ho fatto della rinuncia
un motivo per amare di meno

*

10 ottobre 2017

Un giorno me ne andrò
dove tutto farà meno male
e non riposerò tra stelle mute, di sale,
ma in un oceano d’acqua dolce,
liquido di madre – rinascerò, cellula
contro cellula, in un aborto infernale.
Capovolta, vedrò la vita, nuovamente pulita
e immacolato il mio sorriso sdentato
racconterà il tragitto
a quella voce rotta di gioia e pianto
che mi chiederà: «Da dove sorgi, o tu, Bellezza?»
Dall’Inferno, vorrei dirle…

View original post 108 altre parole

Barbara Pinchi: Poetryon – il Ricamo delle Parole

i cannibali della parola

23899412_133285577382776_212769018_n

Barbara Pinchi è una poetessa e performer che ha da sempre avuto la necessità di portare la poesia fuori dal foglio attraverso i linguaggi della performance, della fotografia, della videopoesia, della poesia performativa e del poetry slam. Poetryon – il Ricamo delle Parole  è il suo nuovo progetto che esordisce con Il FazzoLètto, un prodotto artistico (rigorosamente made with poetry in Italy). L’idea sviluppata consiste in un packaging (cartoncino riciclato al 100%) che ha la forma di un libro  nel cui interno c’è una pagina speciale costituita da un fazzoletto dove sono stati ricamati i suoi versi. Come suggerisce lo stesso brand “Poetryon”, con il gioco di parole poe-try-on (poesia addosso), il prodotto è un invito a indossare e toccare con mano la stessa poesia; infatti i versi poetici  attraverso l’attivazione dei sensi tattilo-visivi entrano in un intimo contatto quotidiano e ci contagiano con i temi…

View original post 882 altre parole

La poesia di Herberto Helder (23/11/1930-23/03/2015) nel ricordo e nelle traduzioni di Domenico Arturo Ingenito

CRITICA IMPURA

Herberto Helder Herberto Helder

Di DOMENICO ARTURO INGENITO

Herberto Helder è morto. Quello che per me era il più grande poeta vivente (quasi sconosciuto e tradotto pochissimo e male in Italia). Un pezzo di lingua portoghese, un suo atrio, una curva dell’aorta, muore oggi nel mio cuore. Lo traducevo ossessivamente a ventun’anni in un freddo salone della campagna portoghese, e poi nella sala enorme e vuota di una casa napoletana dal soffitto elevato e dalle piastrelle di nobiltà decaduta. La lingua che parlo, il mio transitare per immagini e l’articolazione della mia voce sono inseparabili dalla sua poesia. Dal passaggio della sua voce nei fiumi che da più di dieci anni la sua poesia ha aperto in me. E’ morto un maestro. Dedico in suo memoria tre sue poesie da me tradotte. Quando la lingua mia era incerta e sgraziata riusciva a seguire le pulsazioni del cuore:

I

No sorriso louco das…

View original post 1.406 altre parole

Per Alejandra Pizarnik

Una delle mie poetesse preferite… due bei tributi…

La dimora del tempo sospeso

Alejandra Pizarnik
Lucetta Frisa
Marco Ercolani

“vierte esfinge
tu llanto en mi delirio
crece con flores en mi espera
porque la salvación celebra
el manar de la nada

vierte esfinge
la paz de tus cabellos de piedra
en mi sangre rabiosa”

View original post 1.046 altre parole

Leopardi – Mark Strand

viomarelli

luna

View original post 251 altre parole

Conversazione da solo – Corrado Costa

viomarelli

costa

ci sono delle cose che sono

View original post 48 altre parole

Poesia per New York – Giulia Niccolai

viomarelli

(“Tutto ciò che allora sembrava eterno
non è durato più di trent’anni”)

GIN – ginepro (a Joan Steen Wilentz)
GIN – ginepro (Juniperus communis)
GIN – Gordon (alcool aromatizzato con bacche di ginepro)
GIN – Giulia Niccolai
tre parti di Gin e una di Vermouth per il Dry Martini classico:
gemma liquida trasparente incolore
che vortica tra cubetti
( “… sì, sì, proprio con il brio di un ruscelletto
o dei sonagli di una slitta in corsa sulla neve…”)
per venire poi adagiata
silenziosa ghiacciata
(la bella addormentata)
in piccoli preziosi bicchieri a stelo
che anche nella forma ricordano il diamante.
(Ve l’ho fatta venire la voglia di un Dry Martini?) 

View original post 266 altre parole

Sylvia Plath e il “doppio”

 

“Due Sorelle di Persefone” è una sconcertante, cupa e intensa poesia della scrittrice statunitense. Ho cercato di darle una sfumatura “creepy”, di stasi, di tempo immobile nella devastante certezza di essere lacerata in due Sylvia – due gemelle cattive/buone, che non sanno essere amiche.

Two sisters of Persephone

Due fanciulle: in casa
l’una siede, l’altra fuori.
Per tutto il giorno tra loro
un duetto d’ombra e luce.

Nella sua buia stanza rivestita di legno
la prima elabora problemi
su una macchina matematica.
Aridi ticchettii battono il tempo

mentre calcola ogni somma.
In questa sterile impresa
il suo sguardo sbieco assume furbizia di topo,
la sua magra figura un pallore di radice.

Bronzea come la terra l’altra, distesa,
ascolta i ticchettii gonfiarsi d’oro
come polline nell’aria luminosa. Cullata
accanto a un letto di papaveri,

vede il rosso ventaglio di seta
dei loro petali di sangue
ardere e aprirsi alla lama del sole.
Su quel verde altare

liberamente diventa sposa del sole,
s’ingravida di seme.
Accosciata sull’erba, nell’orgoglio del travaglio,
partorisce un re. Inacidita

e gialla come un limone
l’altra, vergine agra fino allo stremo,
va verso la tomba con la carne devastata,
posseduta dai vermi, ma non donna.

– 1956 –
Per ascoltare la poesia, cliccare sul link a inizio articolo oppure qui 

sylvia-plath-9442550-1-402 (In foto, Sylvia da adolescente)

Sulla pagina Facebook dedicata a RadioSonetto sto cercando di fare degli approfondimenti biografici sugli autori.
Se ne avete il piacere…

Fernando Pessoa/Álvaro de Campos: “Il passaggio delle ore”

Un nuovo ciclo di letture su Radiosonetto:

Pessoa.

Il passaggio delle ore – clicca per ascoltare.