La sposa di cera

Ruberemo i Diabolik dalle case al mare degli amici.
Costruiremo un rifugio antiatomico dove saremo felici
e poi ti preparerò una minestra che non sa di niente
con il cielo fanfarone a finestra
respirare il cielo e la gente.

Ti piace cantare –
l’ukulele sarà il mio testimone,
il pianoforte l’altare.
Inviteremo tutti i soldatini,
il prete lo farà il tuo cane !
Mi vuoi sposare?

Ruberemo le lattine dai secchioni, fuori dai locali.
Costruiremo un’antenna parabolica per ricevere interferenze spaziali
e poi quando sarai stanca e non saprai più che fare
ruberemo la sirena dall’ambulanza per riportarla nel mare.

Ti piace cantare –
l’ukulele sarà il mio testimone,
il pianoforte l’altare.
Inviteremo tutti i soldatini
e il prete lo farà il tuo cane !
Mi vuoi sposare?

E poi ti pettinerò i capelli con una stella di mare,
farai sogni così lunghi e belli che li potrai disegnare
e, quando viene la sera,
io sarò un marito di carta e tu una sposa di cera:
bruceremo come il sangue di una santa acciuga –
una candela
per una vita intera

Se si può parlare di stoviglie e amore, assieme, rimane intatta la forma attraverso sui si canta un sentimento. Nell’ultimo ventennio i comunicatori di emozioni – poeti e cantautori – hanno sentito il bisogno di investire nei piccoli oggetti del quotidiano, stravolgendoli, caricandoli di senso.

Forse l’eccesso di tanta materia – le produzioni massive di beni di consumo – hanno reso “qualunque” una caffettiera, “qualsiasi” una tastiera di un PC, “banale” una serie di piatti made in China.

Quello che credo rivendichi questo tipo di poetica è quel realismo magico di cui si sono fatti portatori sani alcuni pittori del neodeceduto secolo scorso. Si avverte il bisogno di reinventare il quotidiano, fatto di corse e urgenze, per caricare “le cose” di significati e ricordi. Forse anche  poteri, come quello evocativo.

Leo Pari, abilissimo nei calembours, reinventa dolcemente il mondo, raccontando storie disperse, apparentemente “comuni” nel loro essere comunemente straordinarie .

Canzone tratta da “Sirène” (2013), Album

CREDITI:
Produzione esecutiva: Gas Vintage Records
Prodotto da Leo Pari e Mr.Coffee
Registrato tra il 5 e il 20 agosto 2012 presso i “Gas Vintage Studios” di Roma
Mixato da Tommaso Colliva presso il “Che Studio” di Milano
Masterizzato da Giovanni Versari presso “La Maestà” di Forlì
Leo Pari: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, pianoforte, sintetizzatori, armonica, ukulele
Daniele Rossi aka Mr.Coffee: Pianoforte, Organo Hammond, Wurlitzer, Sintetizzatori, Mellotron
Matteo Pezzolet: Basso
Cristiano “DeFa” DeFabritiis: Batteria
Renzo “Del Boia” Fiaschetti: chitarra elettrica su: C.U.O.R.E., Assholo, Piccolo Sogno
Roberto Angelini: Lap Steel e Pedal Steel e chitarra elettrica su: Cara Maria, La Sposa di Cera, L’Uomo Niente, C.U.O.R.E., Boogie #12, Assholo

Exstra:

Cosa sono i calembours?

http://www.linguafrancese.it/linguistica/calembours.htm

Biografia di Leo Pari (Official Site):

http://www.leopari.com/bio

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